CAN PHOTOGRAPHY SAVE US?

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La fotografia in tempi di grandi cambiamenti

Nel contesto di un mondo in continua trasformazione, dove le crisi ambientali, sociali e politiche ridefiniscono il nostro presente e futuro, il ruolo della fotografia assume un significato sempre più cruciale. Questo è stato il tema centrale del talk “Can Photography Save Us?” che si è svolto al Mast di Bologna, dove due grandi esperti del settore, Kim Knoppers e Urs Stahel, si sono confrontati sulle potenzialità dell’immagine fotografica nel nostro tempo.

Fotografia come strumento di consapevolezza

La fotografia è stata storicamente un mezzo per documentare, denunciare e sensibilizzare. Dalle immagini delle guerre alle catastrofi ambientali, fino alle rappresentazioni delle lotte per i diritti civili, gli scatti iconici hanno plasmato l’opinione pubblica e ispirato il cambiamento. Ma oggi, nell’epoca della sovraesposizione visiva e della manipolazione digitale, può la fotografia mantenere il suo potere di rivelare verità e scuotere le coscienze?

Il dibattito tra Kim Knoppers e Urs Stahel

Kim Knoppers, curatrice e storica della fotografia, e Urs Stahel, critico e curatore di fama internazionale, hanno analizzato il ruolo dell’immagine in questo scenario complesso. La conversazione ha toccato diversi aspetti:

  • Fotografia e crisi ambientale: come le immagini possono sensibilizzare sulle emergenze climatiche e stimolare azioni concrete?

  • L’impatto delle fake news visive: nell’era dell’AI e del deepfake, come si distingue una fotografia autentica dalla disinformazione?

  • Il potere della memoria visiva: gli archivi fotografici possono aiutarci a comprendere il passato per affrontare il futuro?

  • Il ruolo dell’artista: la fotografia deve essere solo documento o può essere anche un atto poetico e politico?

  • Il cambiamento del linguaggio visivo: rispetto al passato, le immagini sono sempre più adattate alla visione su smartphone. Formati verticali, colori saturi e composizioni semplificate sono diventati la norma per catturare l’attenzione in pochi secondi in un flusso visivo continuo. Questo ha modificato non solo il modo in cui vediamo le fotografie, ma anche il loro significato e impatto.

  • Fotografia e protesta: il talk ha evidenziato come la fotografia sia stata testimone delle proteste globali, con immagini iconiche che hanno rafforzato i movimenti sociali e politici.

  • Critica e reti nascoste: è stato discusso come la fotografia possa rivelare relazioni e strutture invisibili, offrendo una prospettiva critica sulla società.

  • Slow Photography: il concetto di fotografia lenta è emerso come una risposta alla frenesia visiva contemporanea, invitando a un approccio più riflessivo e meditativo alle immagini.

La fotografia come salvezza?

Non esiste una risposta univoca alla domanda posta dal talk, ma una certezza è emersa: la fotografia ha ancora il potere di farci riflettere, di fermare il tempo e di dar voce a chi non ne ha. Forse non potrà salvarci del tutto, ma può sicuramente aiutarci a comprendere meglio il mondo e il nostro posto in esso.

L’incontro al Mast di Bologna è stato un’opportunità unica per approfondire questi temi e interrogarsi sul futuro dell’immagine fotografica in un’epoca di grandi cambiamenti.


Kim Knoppers (Paesi Bassi) è una storica dell’arte che lavora come curatrice indipendente, docente e scrittrice. Attualmente lavora come curatrice per il Marubi National Museum of Photography (Scutari, Albania), il Verwey Museum (Haarlem, Paesi Bassi) e la Makryammos Ephemeral Art Residency (Thassos, Grecia). È anche docente presso il MA Photography dell’ECAL (Losanna, Svizzera). Tra il 2011 e il 2021 è stata curatrice senior al Foam, museo della fotografia (Amsterdam, Paesi Bassi), dove ha lavorato a oltre settanta mostre collettive e personali all’intersezione tra fotografia (contemporanea) e media come scultura, video, pittura e performance. Attualmente Kim vive ad Amsterdam.



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